Decine di dipendenti della SOFER di Pozzuoli deceduti per mesotelioma pleurico e carcinoma polmonare

 

All’interno della SOFER si utilizzava materiale coibentante costituito da una miscela di crocidolite (amianto blu) miscelato con acqua e Vinavil (materiale collante), che veniva spruzzata alle pareti ed al soffitto della carrozza ferroviaria, in un apposito reparto nel quale operavano in linea di massima dipendenti di una Ditta esterna (Davidson SpA).

Tale situazione comunque determinava una condizione di rischio per i Dipendenti della azienda SOFER per le seguenti condizioni ben descritte, tra l’altro, dalla CTU del Professore Maltoni – vedi parzialmente si riporta:

  • Il reparto coibentazione non era perfettamente isolato, né erano messi in opera efficaci mezzi di prevenzione che permettessero la aspirazione delle polveri contenenti fibre di amianto alla sorgente di emissione. Erano infatti presenti solo dei “ventilatori” che determinavano solo la dispersione a distanza delle fibre di amianto. Pertanto vi era dispersione delle fibre dal reparto coibentazione verso l’esterno coinvolgendo gli ambienti di lavoro circostanti – piazzale esterno e capannoni circostanti – dove operavano i Dipendenti della azienda SOFER;
  • Inoltre nel reparto coibentazione spesso operavano dipendenti della SOFER, che pertanto risultavano professionalmente esposti;
  • Ancora, risulta che frequentemente operazioni di coibentazione con la tecnica a spruzzo da parte degli operai della Ditta Davidson avvenivano anche nel Reparto allestimento, reparto nel quale la carrozza ferroviaria una volta coibentata con la miscela di crocidolite spruzzata, veniva trasportata per le operazioni finali di preparazione. In tal modo avveniva una esposizione indiretta dei dipendenti addetti al reparto allestimento;
  • Si tenga inoltre presente che la carrozza così coibentata una volta pervenuta nel reparto di allestimento subiva una serie di operazioni che incidevano nello strato coibentante già applicato, dal momento che alcune di queste attività, in particolare quella degli elettricisti allestitori, prevedeva l’allestimento dentro lo strato coibentato di apposite canalette entro le quali allocare i circuiti elettrici. In tali operazioni, lo strato coibentante veniva rimosso con produzione di dispersione di fibre di amianto.
  • Inoltre, la mancata attuazione di rigorose misure di pulizia industriale nei confronti delle polveri contenenti fibre di amianto, prodotte nelle lavorazioni sia del reparto coibentazione, sia nel reparto allestimento determinavano un lento accumulo delle fibre di amianto, che essendo bioindegradabili, con il tempo determinavano un accumulo progressivo del rischio, e la sua dispersione in tutti gli ambienti di lavoro. Così si esprime a riguardo il Prof. Maltoni nella sua relazione di CTU alla pagina 32 “Per quanto riguarda l’inquinamento dello stabilimento SOFER, come in altri stabilimenti analoghi, il rischio di esposizione da amianto ancorché maggiore in alcuni reparti, quale il Reparto coibentazione, va considerato generale, sia per le mansioni svolte che per l’inquinamento generale dello Stabilimento.”    sentenza SOFER POZZUOLI