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Risarcimento di oltre un milione di € agli eredi di un addetto al settore fognature del Comune di Napoli.

A Napoli, come in altre aree della Campania, è presente un numero significativo di tubazioni fognarie e acquedotti realizzate con amianto-cemento, conosciuto anche come Eternit.

Si tratta di circa 112 km di condotte, che rappresentano una consistente parte dell’intera rete fognaria del capoluogo campano.

Il lavoratore aveva svolto le mansioni di fognatore a partire dagli anni ’70 alle dipendenze del Comune di Napoli e l’attività lavorativa   consisteva nella verifica dell’integrità e del funzionamento del sistema fognario, nella pulizia dello stesso, nella rimozione dei depositi di liquami, nel paleggio mediante zappe di materiali sedimentato al fine di rimuovere le ostruzioni. Qualora il tubo di Eternit (composto da una miscela di cemento ed amianto) ostruiva il deflusso delle acque, il lavoratore, unitamente agli altri componenti della squadra, provvedeva a rompere il tubo con un martello e a ridurlo in pezzi piccoli. Sovente le tubature fognarie erano deteriorate e gli interventi di taglio e/o manipolazione delle stesse avveniva senza l’adozione di specifiche misure di prevenzione e sicurezza.

 

A seguito dell’attività lavorativa e dell’esposizione all’amianto, lo stesso contraeva un carcinoma polmonare che ne determinava il decesso.

La sentenza in oggetto, depositata ai primi del mese di giugno 2026, accoglieva integralmente le richieste formulate da questo studio, e riconosceva sia il danno terminale che il danno jure proprio in favore dei congiunti superstiti.SENTENZA TRIBUNALE DI NAPOLI